
Medici di base in Italia: carenze, stipendi e regole 2026
Trovare un medico di base in Italia sta diventando sempre più difficile: secondo l’ultima analisi della Fondazione GIMBE, al 1° gennaio 2025 mancano oltre 5.700 medici di medicina generale distribuiti in 18 regioni. Entro il 2028 sono previsti oltre 8.000 pensionamenti, un’esodo che rischia di aggravare una crisi già profonda.
Medici di base mancanti in Italia: oltre 5.700 · Calo medici di famiglia 2019-2024: 5.197 unità · Pensionamenti previsti entro il 2028: 8.180 · MMG in servizio al 1° gennaio 2025: 36.812
Panoramica rapida
- Carenza di 5.716 MMG al 1° gennaio 2025 (Quotidiano Sanità)
- Calo di 5.197 unità tra 2019 e 2024 (La Nuova Sardegna)
- 8.180 pensionamenti previsti entro il 2028 (Sanità33)
- Dettagli esatti ACN gennaio 2026 e impatti concreti su rapporti assistiti
- Numeri precisi borse di studio 2022-2025 effettivamente assegnate e completate
- Analisi costi e investimenti governativi per il reclutamento
- 2019-2024: calo di 5.197 MMG a livello nazionale
- 17 marzo 2026: analisi GIMBE pubblicata
- 2023-2026: 11.439 MMG hanno raggiunto il limite pensionistico
- Nuovi accordi regionali dal 1° gennaio 2026
- Gap di oltre 2.700 MMG previsto entro il 2028
- Rischio sovraccarico pronto soccorso per carenza medicina territoriale
La tabella seguente raccoglie i principali dati quantitativi emersi dall’analisi della Fondazione GIMBE.
| Dato | Valore | Fonte |
|---|---|---|
| Carenza complessiva MMG (1° gennaio 2025) | 5.716 | Quotidiano Sanità |
| Media assistiti per medico (2025) | 1.383 | Sanità33 |
| Rapporto ottimale assistiti/MMG | 1.200 | FNOMCeO |
| MMG in servizio (1° gennaio 2025) | 36.812 | L’Espresso |
| Pensionamenti previsti entro il 2028 | 8.180 | Sanità33 |
| MMG con oltre 1.500 assistiti | 47,7% | Fondazione GIMBE |
| Carenza Lombardia | 1.540 MMG | L’Espresso |
| Carenza Veneto | 747 MMG | Quotidiano Sanità |
| Carenza Campania | 643 MMG | L’Espresso |
| Carenza Emilia-Romagna | 502 MMG | Ordine Medici Piacenza |
Quanti sono in Italia i medici di base?
Al 1° gennaio 2025 in Italia risultano in servizio 36.812 medici di medicina generale (MMG) per oltre 50,9 milioni di assistiti, secondo i dati elaborati dalla Fondazione GIMBE sulla base del database SISAC. La carenza stimata è di 5.716 MMG, un gap che si distribuisce in 18 regioni su 21.
Dati GIMBE sulle carenze
L’analisi della Fondazione GIMBE rivela numeri che fotografano una crisi strutturale. La media nazionale di assistiti per medico è di 1.383, ben oltre il rapporto ottimale di 1.200 stabilito dagli accordi nazionali. In Lombardia la situazione è più critica: 1.533 assistiti in media per ogni medico di base, la percentuale più alta d’Italia.
Quasi la metà dei medici di medicina generale supera il tetto di 1.500 assistiti, una soglia che compromette l’accessibilità e la qualità delle cure per i pazienti più fragili e anziani.
Distribuzione regionale
Le regioni più colpite dalla carenza sono la Lombardia con 1.540 MMG mancanti, seguita dal Veneto con 747 e dalla Campania con 643. Particolarmente grave la situazione della Sardegna, che ha registrato un calo del 40% dei medici di base tra il 2019 e il 2024, il decremento più elevato registrato in Italia. Al contrario, Basilicata, Molise e Sicilia non registrano carenze secondo l’analisi GIMBE.
L’Emilia-Romagna rappresenta un caso di controtendenza: il calo dei MMG è stato del 7,6% tra 2019 e 2024, contro il 14,7% della media nazionale, grazie anche a una maggiore partecipazione ai corsi di formazione.
Il pattern è chiaro: le regioni del Centro-Nord soffrono di carenze più marcate, mentre il Sud mostra situazioni più eterogenee. L’implicazione è che la programmazione inadeguata degli ultimi anni ha creato un divario territoriale che richiederà anni per essere colmato.
Perché non ci sono più medici di base?
La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi.
Tra il 2023 e il 2026, secondo i dati FIMMG riportati dalla Fondazione GIMBE, ben 11.439 medici di medicina generale hanno raggiunto o raggiungeranno il limite pensionistico. Contemporaneamente, il numero di nuovi specialisti in formazione non è sufficiente a compensare questa emorragia.
Bandi deserti
Molti bandi per l’assegnazione di incarichi di medicina generale vanno deserti o ricevono pochissime candidature. Le cause sono molteplici: condizioni di lavoro difficili, burocrazia, carichi amministrativi elevati e una retribuzione che non riflette adeguatamente la complessità del ruolo. La professione sta perdendo attrattività anche a causa dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento dei pazienti cronici.
Anche ipotizzando pensionamenti a 70 anni e l’assegnazione completa delle borse del periodo 2022-2025, il gap di medici di medicina generale supererà comunque le 2.700 unità entro il 2028, rendendo inevitabile un ulteriore deterioramento dell’assistenza territoriale.
Pensionamenti in vista
Entro il 2028 sono previsti 8.180 pensionamenti di medici di medicina generale. Le regioni del Sud rischiano di essere le più colpite: le nuove leve non basteranno a rimpiazzare i pensionamenti già nei prossimi mesi. Questo determinerà un ulteriore peggioramento dell’accessibilità ai servizi sanitari territoriali.
La Fondazione GIMBE raccomanda una riforma strutturale che ripensi il ruolo del medico di medicina generale, la sua formazione e la sua integrazione nella rete territoriale. Senza interventi radicali, la situazione è destinata a peggiorare nei prossimi anni con conseguenze dirette sui cittadini.
Il nodo centrale resta la programmazione: per anni il sistema non ha investito nel ricambio generazionale, preferendo soluzioni tampone come le proroghe pensionistiche che, tuttavia, non risolvono il problema strutturale.
Qual è lo stipendio di un medico di base in Italia?
La retribuzione del medico di medicina generale in Italia si basa principalmente su un sistema legato al numero di assistiti in carico. Il rapporto ottimale è stato recentemente innalzato da 1.000 a 1.200 assistiti per medico con l’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) sottoscritto a gennaio 2026.
Guadagno con 1.000 pazienti
Con 1.000 assistiti, il medico di medicina generale percepisce un compenso lordo annuo che si colloca nella fascia base della retribuzione. A questo si aggiungono indennità per attività specifiche come le visite domiciliari e i contributi per la formazione continua.
Guadagno con 1.500 pazienti
Il compenso cresce proporzionalmente con il numero di assistiti. Con 1.500 pazienti, il medico di medicina generale ha una retribuzione lorda annua significativamente superiore, ma deve gestire un carico di lavoro che incide sulla qualità dell’assistenza. Il limite di 1.500 assistiti rappresenta una soglia critica oltre la quale la Fondazione GIMBE evidenzia rischi per l’accessibilità e la qualità delle cure.
I medici con più pazienti guadagnano di più, ma operano in condizioni che la ricerca indica come dannose per la qualità dell’assistenza ai pazienti più fragili.
Le differenze regionali possono incidere anche sulla retribuzione complessiva attraverso gli Accordi Integrativi Regionali (AIR), che modificano i massimali di assistiti e introducono indennità specifiche per territori disagiati o a bassa densità demografica.
L’ACN del 2026 ha confermato l’innalzamento del rapporto ottimale a 1.200 assistiti, una modifica che risponde alle esigenze di sostenibilità del sistema ma che solleva interrogativi sulla qualità dell’assistenza in un contesto di carenza già grave.
Come si chiamano oggi i medici di base?
Il termine “medico di base” è comunemente usato nel linguaggio quotidiano, ma la denominazione ufficiale è “medico di medicina generale” (MMG). Questa definizione è sancita dagli accordi nazionali e regionali che regolano l’assistenza sanitaria primaria in Italia.
Medico di medicina generale
Il medico di medicina generale è il professionista sanitario che garantisce l’assistenza sanitaria di base alla popolazione. È il primo riferimento per il cittadino all’interno del sistema sanitario nazionale e rappresenta il punto di accesso privilegiato per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie comuni.
Medico di famiglia
L’espressione “medico di famiglia” è un sinonimo diffuso che enfatizza il rapporto di fiducia e continuità assistenziale. Viene utilizzato interchangeably con “medico di medicina generale” sia nei documenti ufficiali sia nel linguaggio comune. Altri termini equivalenti includono “medico curante” e “medico di assistenza primaria” (MAP).
Indipendentemente dalla denominazione, il ruolo del medico di medicina generale è oggi sotto pressione per la carenza di professionisti e l’aumento della domanda legato all’invecchiamento della popolazione italiana.
Quali sono le nuove regole per i medici di base nel 2026?
Il 2026 segna una svolta normativa per la medicina generale italiana. L’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) sottoscritto a gennaio 2026 introduce diverse modifiche che intendono affrontare la crisi degli organici e adeguare il sistema alle nuove esigenze della popolazione.
Accordi regionali dal 1° gennaio
Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore i nuovi Accordi Integrativi Regionali (AIR) che recepiscono le disposizioni nazionali. Questi accordi adattano le regole generali alle specificità territoriali, con 21 diverse configurazioni regionali che possono modificare i massimali di assistiti e introdurre incentivi per le zone svantaggiate.
Il rischio è una frammentazione delle regole che potrebbe creare disparità tra cittadini di regioni diverse, ma anche una maggiore flessibilità per rispondere a esigenze locali specifiche.
Proroga lavoro fino a 72 anni
Una delle misure più discusse è la possibilità di prorogare l’attività lavorativa fino a 72 anni per i medici di medicina generale. Questa misura, già sperimentata in forma più limitata negli anni precedenti, rappresenta una risposta temporanea alla carenza di organici ma non risolve il problema strutturale.
Il sistema sanitario sta utilizzando la proroga dell’età pensionabile come soluzione tampone per arginare l’emorragia di professionisti, mentre prosegue il dibattito su come rendere la professione più attraente per i giovani medici.
GIMBE ha criticato l’inerzia del governo, accusando l’esecutivo di uno “smantellamento della medicina territoriale” che peggiora la situazione invece di risolverla. La Fondazione raccomanda interventi strutturali: ripensare il ruolo del MMG, migliorare la formazione e garantire una migliore integrazione nella rete sanitaria territoriale.
L’implicazione per i cittadini è chiara: nei prossimi anni trovare un nuovo medico di base sarà sempre più difficile, specialmente in alcune regioni. Chi ha un medico di famiglia affidabile dovrebbe considerarlo un patrimonio da preservare.
Cronologia della crisi
- : Calo di 5.197 medici di famiglia a livello nazionale
- : 11.439 MMG raggiungono il limite pensionistico
- : Carenza stimata di 5.716 MMG
- : ACN sottoscrive innalzamento rapporto ottimale a 1.200 assistiti
- : Analisi GIMBE pubblicata
- : 8.180 pensionamenti previsti, gap di 2.700+ MMG
Cosa sappiamo e cosa resta incerto
Confermato
- Carenza di 5.716 MMG al 1° gennaio 2025 secondo dati SISAC
- 18 regioni colpite dalla carenza
- Calo di 5.197 unità tra 2019 e 2024
- 8.180 pensionamenti previsti entro il 2028
- Lombardia, Veneto e Campania le regioni più colpite
- Sardegna con calo del 40% tra 2019-2024
- 47,7% dei MMG supera il limite di 1.500 assistiti
Incerto
- Dettagli precisi ACN 2026 e impatti sui rapporti assistiti
- Numeri esatti borse studio assegnate e completate 2022-2025
- Effettiva efficacia delle nuove regole regionali
- Dati su investimenti governativi per reclutamento
- Tempi concreti di implementazione della riforma
Le voci della crisi
La carenza dei medici di medicina generale è un problema ormai diffuso in tutte le Regioni e affonda le radici in una programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi.
— Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE
La professione di medico di medicina generale sta perdendo attrattività a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’aumento dei carichi amministrativi e dei pensionamenti non compensati da nuove leve.
— Analisi Sky TG24
Il gap di oltre 2.700 medici entro il 2028 è inevitabile anche nel migliore degli scenari, considerando i pensionamenti e le borse di formazione già assegnate.
— Ordine dei Medici di Piacenza
Per chi cerca un medico di base, la situazione richiede oggi più che mai proattività: verificare la disponibilità di studi nella propria zona, considerare i comuni limitrofi e, dove possibile, prenotare visite con largo anticipo. Il sistema sta cambiando e chi comprende per tempo le nuove regole potrà navigare meglio la transizione.
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Domande frequenti
Come prendere appuntamento con il medico di base?
Per prenotare una visita con il medico di base è possibile contattare direttamente lo studio telefonando durante gli orari di apertura, recarsi di persona durante gli orari di ambulatorio, oppure utilizzare le piattaforme regionali di prenotazione online dove disponibili. In caso di urgenze non gravi, è possibile rivolgersi alla guardia medica o ai pronto soccorso.
Come sapere chi è il mio medico di base?
Il nome del proprio medico di medicina generale è registrato nella tessera sanitaria e consultabile online attraverso il portale della propria ASL di appartenenza o tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico. In alternativa, è possibile chiamare il numero dedicato dell’ASL territoriale.
Qual è la differenza tra medico curante e medico di base?
Non esiste alcuna differenza sostanziale: i due termini sono sinonimi. “Medico curante” enfatizza il rapporto di fiducia e continuità assistenziale, mentre “medico di base” è più legato alla terminologia istituzionale. La denominazione ufficiale è “medico di medicina generale” (MMG).
Esiste un’app per il medico di base?
Alcune regioni hanno sviluppato applicazioni dedicate che consentono di prenotare visite, visualizzare referti e comunicare con il proprio medico di medicina generale. La disponibilità varia significativamente da regione a regione. È consigliabile verificare le applicazioni offerte dalla propria ASL territoriale.
Come prenotare il medico di base online?
La prenotazione online del medico di base dipende dalla regione di residenza. Molte ASL offrono portali web o app dedicate. In alternativa, è possibile utilizzare servizi regionali come Cupweb o rivolgersi alle farmacie abilitate che offrono servizi di prenotazione.
Chi è il medico più pagato in Italia?
Il medico più pagato in Italia non è un medico di medicina generale, ma un medico specialista in settori ad alta domanda come la chirurgia estetica, la radiologia interventistica o l’oncologia. I compensi dei MMG dipendono principalmente dal numero di assistiti e dalle indennità regionali, con differenze significative tra nord e sud Italia.
Quali specializzazioni mediche pagano di più?
Tra le specializzazioni mediche più redditizie in Italia figurano la neurochirurgia, la cardiochirurgia, la dermatologia estetica e l’ortopedia. I medici di medicina generale, pur svolgendo un ruolo fondamentale nel sistema sanitario, hanno retribuzioni più contenute legate al sistema di assistiti.